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Canone Concordato 3+2 — Quanto Conviene

Confronto tra canone libero (4+4) e concordato (3+2) con cedolare secca al 10%, IMU ridotta del 25% e detrazione inquilino maggiorata: stima il netto reale per il proprietario.

€/mese
Valore di mercato dell'immobile
Visibile nella visura catastale
Aliquota del tuo Comune (standard 10,6‰ seconda casa)
Per stimare impatto su aliquota marginale
Canone Concordato · aggiornato aprile 2026

Come usare il simulatore

Scheda «Convenienza concordato vs libero»

Inserisci il canone libero di mercato (€/mese), la rendita catastale dell'immobile (visibile nella visura), l'aliquota IMU del tuo Comune (standard 10,6‰ per seconda casa) e il tuo reddito. Il simulatore confronta il netto annuo con contratto libero 4+4 (cedolare 21%, IMU piena) vs concordato 3+2 (canone ridotto −25%, cedolare 10%, IMU ridotta 25%). Esempio Milano: canone libero €1.000/mese → concordato €750/mese, ma differenza netta solo −€1.005/anno (−12,6%) nonostante il canone sia 25% più basso.

Scheda «Come funziona il contratto 3+2»

Tabella completa delle caratteristiche: durata 3+2 con rinnovo automatico, canone entro fasce accordi territoriali, attestazione sindacato obbligatoria (SUNIA/SICET per inquilini, Confedilizia/UPPI per proprietari), recesso inquilino 6 mesi preavviso + motivi gravi, cedolare secca 10% (vs 21%), IMU ridotta 25%, detrazione inquilino maggiorata €496 (vs €300). Passi per stipulare: (1) verifica Comune nella lista alta tensione abitativa; (2) consulta tabelle canoni massimi; (3) richiedi attestazione sindacato; (4) registra contratto Agenzia delle Entrate.

Scheda «Comuni ad alta tensione abitativa»

Lista completa: ✓ incluse tutte le grandi città (Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze, Bologna, Genova, Palermo, Catania, Bari, Venezia, Verona…), quasi tutti i capoluoghi di provincia, comuni limitrofi ad alta densità. ✗ esclusi: piccoli comuni rurali e montani → solo contratto libero 4+4 con cedolare 21%. Riferimento normativo: Delibera CIPE 13 novembre 2003 + integrazioni successive.

Formule e dati 2026

Canone libero (4+4):
• Netto annuo = Canone annuo − Cedolare 21% − IMU piena
• IMU = Rendita catastale × 1,05 × 160 × Aliquota‰ / 1.000

Canone concordato (3+2):
• Canone annuo concordato = Canone libero × (1 − 0,25) tipico
• Netto annuo = Canone annuo − Cedolare 10% − IMU ridotta (−25%)

Vantaggi fiscali concordato vs libero:
Cedolare secca: 10% (vs 21% libero) → risparmio 11 pp
IMU ridotta: −25% (aliquota ridotta) → risparmio 25%
Detrazione inquilino: €496/anno (vs €300 libero) se reddito < €15.494

Caratteristiche contratto:
• Durata: 3 anni + 2 di rinnovo automatico
• Canone: entro tabelle accordo territoriale (non libero, −20/−30% vs mercato)
• Attestazione: obbligatoria da sindacato proprietari o inquilini
• Recesso inquilino: 6 mesi preavviso + motivi gravi
• Registrazione: Agenzia delle Entrate entro 30 giorni

Disponibilità:
• Solo in Comuni ad «alta tensione abitativa» (Delibera CIPE 13.11.2003)
• Tutte le 14 città metropolitane
• Quasi tutti i capoluoghi di provincia
• Comuni limitrofi ad alta densità
• NON disponibile nei piccoli comuni rurali/montani

Esempi pratici

Milano bilocale: libero €1.000 vs concordato €750 (−25%)

Canone libero 4+4 annuo€ 12.000
− Cedolare secca 21%− € 2.520
− IMU piena (rendita €500, 10,6‰)− € 890
Netto proprietario libero€ 8.590
Canone concordato 3+2 annuo (−25%)€ 9.000
− Cedolare secca 10%− € 900
− IMU ridotta 25%− € 668
Netto proprietario concordato€ 7.432
Differenza annua− € 1.158 (−13,5%)
Canone ridotto 25%, netto solo 13,5%Vantaggi fiscali recuperano gran parte

Roma trilocale: libero €1.500 vs concordato €1.200 (−20%)

Canone libero 4+4 annuo€ 18.000
− Cedolare secca 21%− € 3.780
− IMU piena (rendita €700)− € 1.247
Netto libero€ 12.973
Canone concordato annuo€ 14.400
− Cedolare 10%− € 1.440
− IMU ridotta 25%− € 935
Netto concordato€ 12.025
Differenza− € 948 (−7,3%)
Con meno morosità e turnoverPuò pareggiare o superare il libero

Risparmio totale concordato vs libero (fiscale)

Cedolare 10% vs 21% su €9kRisparmio € 990/anno
IMU ridotta 25% su €890Risparmio € 222/anno
Totale vantaggi fiscali€ 1.212/anno
Riduzione canone 25% di €12k− € 3.000/anno
Perdita netta€ 1.788/anno
Riduzione reale del netto−13% (non −25%)
Con stabilità inquilino (meno sfitto)Concordato può essere equivalente

Domande frequenti

Dipende dal contesto. Dal punto di vista puramente matematico il netto proprietario con concordato è tipicamente 10-15% inferiore al libero (non 25% come il canone, perché recuperi con cedolare 10% vs 21% e IMU ridotta 25%). Se consideri la stabilità dell'inquilino (canone più basso attrae famiglie affidabili, meno morosità, meno sfitto tra contratti), sul medio-lungo periodo il concordato può essere equivalente o superiore. Una morosità di 6 mesi su un libero cancella il vantaggio di 2-3 anni. Valuta caso per caso: in zone ad alta domanda libero, in zone a domanda stabile concordato.
Se vivi in una grande città (Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze, Bologna, Genova, Palermo, Catania, Bari, Venezia, Verona e altre città metropolitane): sì, sicuramente disponibile. In un capoluogo di provincia: quasi certamente sì (90%+ inclusi). In un comune limitrofo a una grande città (hinterland Milano, Roma, Torino…): probabilmente sì. In un piccolo comune rurale o montano: probabilmente NO. Verifica consultando la Delibera CIPE del 13 novembre 2003 (disponibile online) o chiedendo a SUNIA / Confedilizia locale. Se non è disponibile, puoi stipulare solo contratto libero 4+4 con cedolare 21%.
Il canone massimo è stabilito dagli accordi territoriali stipulati Comune per Comune tra sindacati proprietari (Confedilizia, UPPI) e inquilini (SUNIA, SICET). Dipende da: (1) zona (Milano ha 4 zone, Roma 8, città più piccole tipicamente 2-3); (2) dimensione dell'immobile in metri quadri; (3) classe energetica (A-B canoni più alti, F-G più bassi); (4) stato di conservazione. Il sindacato ti rilascia l'attestazione di congruità (€50-150) confermando che il canone proposto rientra nelle fasce. Senza attestazione perdi cedolare 10% e IMU ridotta. Le tabelle sono pubbliche sui siti dei sindacati.
L'inquilino può recedere ma con due condizioni: (1) preavviso scritto di 6 mesi tramite raccomandata; (2) motivi gravi documentati (trasferimento lavoro fuori città, malattia grave, nuova casa acquistata, separazione, perdita lavoro). Non può semplicemente «cambiare idea». Il proprietario NON può recedere in anticipo tranne in casi eccezionali previsti dall'art. 3 della Legge 431/1998 (giusta causa documentata). Alla scadenza dei primi 3 anni il contratto si rinnova automaticamente per 2 anni salvo disdetta del proprietario per motivi specifici (bisogno personale, vendita, ristrutturazione) con preavviso 6 mesi. Questa maggior tutela è uno dei vantaggi del concordato per il proprietario.
Se il canone pattuito supera le fasce dell'accordo territoriale il contratto perde i benefici fiscali: non puoi applicare cedolare 10% (torni al 21% o IRPEF ordinaria) né IMU ridotta 25%. L'inquilino può chiedere al giudice la rideterminazione del canone entro i limiti dell'accordo, con restituzione delle somme pagate in eccesso (anche retroattivamente per 5 anni). Non ci sono sanzioni penali dirette, ma il danno economico è significativo: tasse maggiori + restituzione canoni + spese legali. Per evitare: usa SEMPRE l'attestazione di congruità del sindacato, che certifica la conformità del canone.

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